“In mor­te” del­l'Astro­lo­gia

Me ne sono sta­to in im­mer­sio­ne to­ta­le per anni da­van­ti ad un tri­plo vi­deo - mmh… il tem­po come ac­ce­le­ra! - im­pe­gna­to a rit­mi al­ter­ni nel met­te­re a pun­to i mi­glio­ri ap­pli­ca­ti­vi re­pe­ri­bi­li nel set­to­re, for­te di un'espe­rien­za or­mai tren­ten­na­le ed al­tre sfu­ma­tu­re, de­ci­so a la­scia­re in ere­di­tà un me­glio che non fos­se solo qua­li­fi­ca­to dai pre­gres­si (che lo vantano tutt'ora), ma a mag­gior ra­gio­ne orien­ta­to ai me­dia ed agli stru­men­ti di pros­si­ma ge­ne­ra­zio­ne, onde po­ten­zia­re al mas­si­mo i van­tag­gi che ne pos­so­no de­ri­va­re alla cul­tu­ra astro­lo­gi­ca e a chi se ne sa ser­vi­re; non solo, ma ren­der age­vo­le a chi non la co­no­sce l'ac­ce­der­vi nel modo più gra­ti­fi­cante.

For­se per mia for­tu­na, o per au­si­lio di qual­che Gui­da pre­vi­den­te, non ho avu­to trop­pe oc­ca­sio­ni per av­ve­dermi di quan­to la mes­sa in onda di que­sta "po­ve­ra" Di­sci­pli­na con­ti­nuasse a de­gra­da­re ta­ci­ta­men­te. Oggi (scrivevo il 15 Ago­sto, 2009), al mio ri­a­pri­re la fi­ne­stra sul pa­no­ra­ma di rete per pre­sen­ta­re fi­nal­men­te quan­to di più ef­fi­cente si può ot­te­ne­re in ma­te­ria di edi­to­ria astro­lo­gi­ca - e non pri­vo dei con­te­nu­ti - an­zi­ché tro­var­mi di fron­te ad un'evo­lu­zio­ne com­pa­ti­bi­le con l'enor­me in­cre­men­to dei mez­zi di svi­lup­po te­le­ma­ti­co, ri­ce­vo l'im­pat­to di una Ma­te­ria de­va­sta­ta ed ostra­ciz­zata al pun­to da non po­ter sta­bi­li­re se sia più re­spon­sa­bi­le l'op­po­si­zio­ne che si leva da ogni an­go­lo del Fron­te uf­fi­cia­le, o l'in­co­scien­za e l'ir­re­spon­sa­biiltà di tut­ti co­lo­ro che, con la pre­te­sa di pra­ti­car­la e por­tar­la avan­ti a pro­prio be­ne­fi­cio, non fan­no che ri­dur­ne pro­gres­si­va­men­te l'oriz­zon­te fino a re­le­garla ad un ghet­to ani­ma­to da un solo dia­let­to, sen­za fu­tu­ro né spe­ranza.
Tut­to ciò, al di so­pra del do­lo­ro­so ri­scon­tro di chiun­que sia ani­ma­to da se­rie­tà d'in­ten­ti, sol­le­va un in­ter­ro­ga­ti­vo sem­pre più strin­gen­te: da cosa è ori­gi­na­ta que­sta si­ner­gia qua­si com­pli­ce che ha l'ef­fet­to, se non lo sco­po, di al­lon­ta­na­re sem­pre più dal po­ten­zia­le in­se­gna­men­to del­le Sfe­re?
Non do­vrei dir­lo così, ma ho po­tu­to scor­re­re ben po­che pa­gi­ne qua e là che de­no­ti­no una re­a­le com­pe­ten­za e co­no­scen­za del­l'ar­go­men­to da par­te di chi scri­ve; in­ten­do in sen­so in­trin­se­co, ca­pa­ce di ar­ric­chi­re e mi­glio­ra­re la vita al­trui, non di fa­ci­le e spes­so scon­ta­ta (o red­di­ti­zia) ap­pli­ca­zio­ne este­rio­re.
Pare che la con­sa­pe­vo­lez­za del­l'"im­pian­to" ener­ge­ti­co in cui sia­mo im­mer­si stia sce­man­do ine­lutabilmen­te pri­ma an­co­ra di con­fi­gu­rar­si, come pro­met­tevano i ri­por­ti del­l'ul­ti­mo mez­zo se­co­lo; so­praf­fat­ta da mera spe­cu­la­zio­ne e mal­ce­la­ta im­prov­vi­sa­zio­ne, con un ri­sta­gno di con­cet­ti che, an­zi­ché scor­re­re, ali­men­ta­no un ba­ci­no ri­col­mo di tut­ta la non­cu­ran­za pos­si­bi­le; ba­sta pro­dur­re e ven­de­re, qual­sia­si cosa che fac­cia pre­sa va bene. Una ba­na­liz­za­zio­ne sen­za pre­ce­den­ti, au­to­riz­za­ta solo dal­l'anar­chia of­fer­ta dal­la rete in espan­sio­ne, pur sen­za sua re­spon­sa­bi­li­tà, po­i­ché ri­spet­ta il sa­cro­san­to prin­ci­pio che ognu­no pos­sa espri­mer­si li­be­ra­mente.

Cosa c'è di tan­to pa­ven­ta­to in un affermarsi fon­da­to del­l'Astro­lo­gia, da vo­ler­ne ro­ve­scia­re ad ogni co­sto e con ogni mez­zo la sor­te? una pre­sa di co­scien­za in­di­vi­dua­le, che svin­cola dal con­di­zio­na­men­to pse­u­do scien­ti­fi­co-glo­ba­le? o for­se più per­ché la Re­gi­na del­le Scien­ze ri­a­pri­rebbe le por­te alla per­ce­zio­ne di mec­ca­ni­smi an­cor più re­con­di­ti? per­si­no la "vec­chia", tra­di­zio­na­le cu­ci­na, con i suoi sa­po­ri ed i suoi co­lo­ri sta ce­den­do il pas­so ai su­per­mer­ca­ti de­gli ham­bur­gers, con re­si­dui di pa­ta­te frit­te; e si può tol­le­ra­re, fin­ché c'è scel­ta… ma qua la scel­ta sem­bra av­viar­si ver­so una for­ma di estra­di­zio­ne di tale ve­e­men­za che tra non mol­to si po­trà scher­ni­re an­che solo il par­lar­ne di astro­lo­gia! e l'arte sta nel fat­to che lo si do­vrà non tan­to ai suoi de­trat­to­ri, quan­to a co­lo­ro che l'avran­no por­ta­ta avan­ti in co­tal modo.

Allo sta­to at­tua­le, nes­su­no sem­bra far del bene a que­sta Stra­da, nep­pu­re quan­do lo vor­reb­be. Or­ga­niz­za­zio­ni eso­te­ri­che par­la­no an­co­ra di Astro­lo­gia in chia­ve se­ria, ma non vi sono astro­lo­gi tra loro, non in sen­so ope­ra­ti­vo. Echi di una co­no­scen­za per lo più tra­man­data.
Te­o­lo­gi si pro­nun­cia­no, in bene e in male, sen­za sa­per­ne al­tro che con­cet­ti mal ri­por­ta­ti e re­in­ter­pre­tati in un'ot­ti­ca del tut­to estra­nea, ac­con­ten­tan­dosi di una col­lo­ca­zio­ne che ac­con­ten­ti casa e chie­sa; l'Astro­lo­gia non la co­no­sco­no, ne fa fede il fat­to che la loro Sede im­pe­di­rebbe di pra­ti­car­la se­ria­mente.
Sia­no pur que­ste solo spi­go­la­tu­re a volo d'uc­cel­lo, ma lo sce­na­rio pro­po­sto da mo­to­ri di ri­cer­ca alla voce “a­stro­lo­gia” sono elo­quenti.
Si con­fondono sem­pre più pe­ri­co­lo­sa­men­te astro­lo­gia e car­to­man­zia, due mon­di af­fat­to se­pa­ra­ti. Nul­la con­tro i Car­to­man­ti, se svolgono con dignità il loro ruolo, ma la mi­sce­la tra le due me­to­do­lo­gie dà luo­go ad una re­a­zio­ne chi­mi­ca che svi­lup­pa fat­to­ri in­qui­nan­ti per en­tram­be; o al­me­no in un sen­so, po­i­ché se gli an­ti­chi sim­bo­li dei Ta­roc­chi pos­so­no at­tin­ge­re ai si­gni­fi­ca­ti oc­cul­ti dei Pia­ne­ti, l'Astro­lo­gia non ha a che spar­ti­re con la di­vi­na­zio­ne, né l'in­ca­pa­ci­tà di in­ter­pre­ta­re un dia­gram­ma può es­se­re com­pen­sa­ta da al­cu­na sen­si­ti­vi­tà sog­get­ti­va; chi ne di­spo­ne e la in­tride fa del dan­no alla di­sci­pli­na ed alla sa­pien­za che con­tiene.
Se i Magi di un tem­po era­no Ma­e­stri sia di scien­za che di Co­no­scen­za oc­cul­ta, con con­no­ta­zio­ni che an­cor oggi si sten­ta a com­pren­de­re, nel con­sul­ta­re le stel­le non ri­cor­re­va­no cer­to alla di­vi­na­zio­ne; e co­mun­que oggi le due vie sono di­stin­te: una di­stin­zio­ne d'ob­bli­go. Ove l'Astro­lo­gia pos­sa of­fri­re una con­fer­ma alle arti di un Veg­gen­te, ciò av­ver­rà nel­lo stes­so modo in cui po­trà far­lo per una scien­za esat­ta. Vor­rei pre­ci­sa­re che dove io stes­so ho de­fi­ni­to “di­vi­na­to­ria” la pra­ti­ca del­l'Astro­lo­gia Ora­ria, ciò vale solo ad iden­ti­fi­ca­re l'im­pul­so che sfo­cia nel­l'“i­stin­ti­vo” bi­so­gno di in­ter­ro­ga­re l´assetto celeste in un pre­ci­so istan­te, poiché il configurarsi di determinati equilibri può con­den­sa­re e ri­flet­te­re meglio di qualunque altro uno “sta­tus quo”. Per i non addetti, potrei paragonarlo all´appetito, che si presenta alle ore “dei pasti” e che nasce non dall´abitudine ma, al contrario, dal conformarsi di ritmi biologici naturali. Tut­ta­via la loro in­ter­pre­ta­zio­ne se­guirà le vie del­l'ana­li­si og­get­ti­va e com­pe­ten­te, o non se ne fa che te­a­tro con­fu­sio­na­le.

Gli Astro­no­mi ov­via­men­te in­sor­go­no, for­se abi­tua­ti a pen­sa­re al te­le­sco­pio come il solo mez­zo per al­lar­ga­re "lo sguar­do", cosa che i Bio­lo­gi ri­fe­ri­ranno al mi­cro­sco­pio. È un li­mi­te in­dot­to e com­pren­si­bi­le; lo stru­men­to ini­bi­sce - e sot­trae alla co­scien­za og­get­ti­va - po­ten­zia­li fa­col­tà in­tu­i­ti­ve che po­treb­be­ro giun­ge­re ben ol­tre, an­che se non tut­ti ne di­spon­go­no! e pro­prio qua si di­svela un pe­ri­co­lo: l'esi­gen­za me­to­do­lo­gi­ca di equa­liz­za­re i li­vel­li di co­no­scen­za gra­zie a for­mu­le e stru­men­ti non fa di­stin­zio­ne tra le ca­pa­ci­tà cri­ti­che, de­dut­ti­ve ed in­tro­spet­tive di cia­scun ope­ra­to­re - lad­do­ve la co­no­scen­za con­se­gui­bi­le, pres­so le Scu­o­le più an­ti­che, è fun­zio­ne di ciò che si è in gra­do di sop­por­ta­re - ..ma in­tan­to si in­te­ra­gi­sce a li­vel­lo ge­ne­ti­co, con risultati raccapriccianti, solo in par­te resi di pub­bli­co do­mi­nio, de­gli in­ter­ven­ti OGM sul no­stro cibo quo­ti­dia­no.!

  L´offensiva al­l'Astro­lo­gia

Un ve­le­no­so schie­ra­men­to di Astro­fi­li, con una
LET­TE­RA APER­TA SUL­LA EC­CES­SI­VA DIF­FU­SIO­NE DELL'ASTRO­LO­GIA
dà ini­zio ad un at­tac­co in­di­scri­mi­na­to gi­ra­to a pro­po­sta di leg­ge. Cosa poi vo­glia dire l´ac­cusa di EC­CES­SI­VA DIF­FU­SIO­NE re­sta un´in­co­gni­ta, an­che sot­to il pro­fi­lo istituzionale. Che sia un re­a­to dif­fon­der­si trop­po? È un ti­to­lo di per sé cla­u­di­can­te, po­i­ché se è in di­scus­sio­ne la va­li­di­tà scien­ti­fi­ca del­la ma­te­ria, la quan­ti­tà di per­so­ne che ama­no se­guir­la non muta i ter­mi­ni del­la que­stio­ne; inol­tre, ove fos­se con­ces­sa a po­chi, non si vede per­ché i mol­ti deb­ba­no es­ser­ne pri­va­ti per leg­ge. Di fat­to però, non può es­se­re mes­sa fu­o­ri leg­ge solo per­ché non è scien­ti­fi­camen­te pro­va­ta, men­tre man­ca­no le pro­ve che ar­re­chi dan­ni spe­ci­fi­ci. Dal punto di vista giu­ri­di­co, chiun­que re­sta li­be­ro di gio­carci, come lo è di an­da­re a te­a­tro; quin­di, per cer­ca­re di aver­ne la meglio, non re­sta che im­pac­carla in­sie­me ad al­tre pra­ti­che più oscu­re, fino alle truf­fe di stre­go­ne­rie im­pe­ni­ten­ti, che dav­ve­ro me­ri­ta­no la pri­gio­ne.
Dal testo appare evidente infatti che mentre l´azione di partenza prende di mira l´astrologia - poiché alla UAI importa ben poco di quel che fanno i cartomanti e le televendite dell´occulto - giunta alla Camera la formula, per ottenere attenzione, viene ribaltata in modo da poter tirare in ballo noti processi penali riferiti a pratiche occulte, an­che se con l´Astrologia non hanno avuto niente a che vedere. Un´in­dub­bia raf­fi­na­tez­za, ma è poi de­gna di uno schieramen­to all´insegna della scien­za? «Astro­lo­gia No, grazie»? la ri­spo­sta è pa­le­se: "nes­su­no vi ob­bli­ga"! ma ciò non Vi con­fe­ri­sce alcun ti­to­lo per im­pe­dir­lo a chi in­ten­de ser­vir­se­ne.

Ci sa­reb­be in­ve­ce da in­ter­ro­gar­si sul movente di una tale dif­fu­sio­ne, in­sie­me ad al­tre tan­to no­ci­ve, po­i­ché lì al­ber­ga­no le ri­spo­ste chia­ve; ma nes­su­no è in­tenziona­to ad an­da­re a fon­do.
A dif­fe­ren­za di tut­te le al­tre sol­le­ci­ta­zio­ni in­qui­nan­ti in­dot­te dal ter­re­no in­du­stria­le, eco­no­mi­co, so­cia­le, fi­nan­zia­rio, po­li­ti­co, scien­ti­fi­co stes­so, que­sta vie­ne eti­chet­tata come “pa­to­lo­gi­ca” e il gio­co è fat­to.
Solo la Chie­sa rimana li­be­ra di ven­de­re i suoi dog­mi e a qua­le prez­zo! (tran­ne poi pa­reg­gia­re i con­ti chie­den­do per­do­no, dopo non so quan­­ti se­co­li di In­qui­si­zione). Dalla lettura del libro "Halau Haiti", che documenta tutta la storia di questo tormentato Paese, ho appreso che fu una bol­la pa­pa­le ad au­to­riz­za­re “il giu­sto com­mer­cio de­gli schiavi”!
Ne ritrovo solo pochi cenni  sulla rete (la bolla riferita è un´altra ancora) e, pur sembrando fuori argomento…

For­se è ora di chie­der­si per­ché la gen­te non ne può più, non re­spi­ra ed ha il mas­si­mo bi­so­gno di una val­vo­la, che la illuda di una pos­si­bi­li­tà di re­a­liz­zar­si, sem­pre più lon­ta­na per tut­ti. Non è cer­to col­pa del­l'astro­lo­gia; come non si in­va­lida la scien­za me­di­ca se cer­ti pa­zien­ti van­no avan­ti al­ter­nan­do se­da­ti­vi ad ec­ci­tan­ti. Gli è che qual­cu­no è sem­pre pron­to a gua­da­gnarci, in­ven­tan­do te­ra­pie, o pre­vi­sio­ni.. a lun­go rag­gio di di­pen­den­za; a dire il vero, pare di­mo­stra­to dal­le sta­ti­sti­che che fac­cia as­sai più dan­no la me­di­ci­na del­l'astro­lo­gia, ma non è que­sto che ci pre­me so­ste­nere.
Ve­dia­mo piut­to­sto que­sta pro­po­sta di leg­ge.

CA­ME­RA DEI DE­PU­TA­TI N.483
“Di­spo­si­zio­ni in fa­vo­re di una cor­ret­ta in­for­ma­zio­ne del­l'opi­nio­ne pub­bli­ca sul­la ascientificita` del­le pre­vi­sio­ni pro­ba­bi­li­stiche ef­fet­tua­te at­tra­ver­so l’uso di oro­sco­pi, car­te, nu­me­ri o pra­ti­che ana­lo­ghe”.

4 mag­gio 2006
17 febbario 2009

Che un de­pu­ta­to ita­lia­no pon­ga alla stes­sa stre­gua oro­sco­pi, car­te, nu­me­ri “o pra­ti­che ana­lo­ghe” già la dice lun­ga sul suo gra­do di di­scer­ni­men­to in ma­te­ria. Più avan­ti si de­clamerà con pie­na li­ber­tà alla Ca­me­ra dei De­pu­ta­ti: "astro­lo­gia, car­to­man­zia e as­si­mi­la­bi­li"; è vero che non è un´aula di Uni­ver­si­tà - ben­ché que­sta non si ri­ve­li meno in­col­ta in ma­te­ria - ma il pa­ra­dos­so scien­ti­fi­co e dun­que le­gi­sla­ti­vo è evi­den­te: for­se che l´a­stro­no­mia ha avu­to per an­te­na­ti "car­to­man­ti ed as­si­mi­la­bi­li"? Seb­be­ne non sfug­ga che tale ca­te­go­riz­za­zio­ne pos­sa fa­ci­li­ta­re la mes­sa in atto di una di­fe­sa dei cit­ta­di­ni dal­la cial­tro­ne­ria di­la­gan­te, è do­ve­ro­so di­stin­gue­re, a tut­ti gli ef­fet­ti. An­zi­tut­to è ver­go­gno­so l´at­teg­gia­men­to di stu­dio­si che non di­sde­gna­no si­mi­li espe­dien­ti, pur di li­be­rar­si da una voce sco­mo­da. Se­con­do, se mai un gior­no la no­stra ma­te­ria do­ves­se dav­ve­ro es­se­re mo­ti­vo di ri­sa­na­men­to glo­ba­le, po­treb­be mai pre­sen­tar­si su una cat­te­dra con tali pa­ren­ti stret­ti, sen­za onta per i De­pu­tati?

Per quan­to pos­sa ap­pa­ri­re con­trad­di­to­rio, fa sor­ri­de­re an­che il solo sup­por­re che il pub­bli­co si ac­co­sti ad una ru­bri­ca di stam­pa o ra­dio, ri­te­nen­do “scien­ti­fi­co” quell´o­ro­sco­po, che sfor­na le stes­se pre­vi­sio­ni per un do­di­ce­si­mo dei vi­ven­ti; ma ognu­no può pen­sar­la come gli pia­ce, fin­tan­to che non pre­ten­de di far­ne leg­ge. D´al­tra par­te, da uno Sta­to che non esi­ta a spe­cu­la­re con pro­fit­ti enor­mi sul­la ven­di­ta di ta­bac­co, di­chia­ran­do aper­ta­men­te che pro­vo­ca il can­cro (come se il di­chia­rar­lo lo po­nes­se al ri­pa­ro da ogni re­spon­sa­bi­li­tà), non c'è da at­ten­der­si una mag­gior at­ten­zio­ne per cer­te sfu­ma­tu­re (ho no­ta­to di re­cen­te una av­vi­so espres­sa­men­te ri­vol­to alle mam­me in gra­vi­dan­za, ap­pli­ca­to su una sca­to­la di si­ga­ri To­sca­ni!)!
vi è for­se una leg­ge che li­mi­ta l´ec­ces­si­va dif­fu­sio­ne dei ta­bac­cai?
Qual­cu­no ha udi­to di “tra­ge­die eco­no­mi­che sfo­ciate in pro­ces­si pe­na­li di ri­so­nan­za na­zio­na­le” (sic!), ca­u­sa­te dall´uso spe­ci­fi­co ed esclu­si­vo dell´A­stro­lo­gia? o sa­reb­be il caso di co­sti­tu­ir­si gli Astro­lo­gi, per ci­ta­re qual­che Espo­nen­te di tali men­zo­gne per dif­fa­ma­zio­ne e ca­lun­nia, pro­prio come an­dreb­be­ro per­se­gui­ti co­lo­ro che ven­do­no il loro ciar­pa­me in nome del­la stes­sa sen­za al­cun ri­te­gno? non è for­se un´i­den­ti­ca men­zo­gna? ed è su que­sta leva che gli astro­fi­li pun­ta­no, per ave­re la meglio?
Se qual­cu­no for­ni­sce pa­re­ri e con­si­gli te­ra­pe­u­ti­ci sen­za es­se­re ti­to­la­to, la leg­ge met­te for­se la me­di­ci­na sot­to pub­bli­ca ac­cu­sa? ep­pu­re è que­sto che si sta in­ten­tando.
Ripre­sen­ta­ta fin dal 30 gen­na­io 2006 e sem­pre nel­la stes­sa for­ma, que­sta pro­po­sta pare non rag­giun­ge­re lo sco­po: for­se non tut­ti sono così cie­chi da non in­ten­de­re, al­me­no alla Ca­me­ra.

Evi­den­te­men­te non si può che au­spi­ca­re la scom­par­sa di fal­sa in­for­ma­zio­ne, lad­do­ve la pre­te­sa di pre­vi­sio­ni si­ste­ma­ti­che si tra­sfor­mi in un agen­te vi­zia­to e pa­to­ge­no, in­qui­nan­te la cul­tu­ra sia es­so­te­ri­ca che eso­te­ri­ca, a dan­no di chiun­que; e se deve es­se­re una leg­ge a sanar­lo, ben ven­ga, pur­ché fon­da­ta su ef­fet­ti­va com­pe­ten­za, non su im­prov­vi­sa­zio­ni da cor­ri­do­io, o sul con­nu­bio di un grup­po di astro­fi­li e di un pub­bli­co che ne sa e ne ca­pi­sce an­co­ra di meno. La mag­gior par­te de­gli ade­ren­ti in­fat­ti bran­cola nel buio e nel gra­tu­i­to non meno di quan­ti si af­fidino agli oro­sco­pi da edi­co­la. Ba­sta leg­ge­re l´eterogenea se­rie di mes­sag­gi a cui la UAI si com­pia­ce di appoggiarsi, per ren­der­se­ne con­to. Mi ram­men­to di un ba­gnan­te, in­trat­tenu­to anni fa alla spiag­gia il qua­le, per aver la­vo­ra­to da una vita nel set­to­re, non ap­pe­na ebbi pro­nun­cia­to la pa­ro­la “ener­getico” sor­ri­se, enun­cian­do che per lui l´uni­ca­ fonte di e­ner­gia si tra­du­ce­va nel­la benzina! a quanto pare, non è il solo.
Sfor­tu­na­ta­men­te, i co­sid­det­ti ri­cer­ca­to­ri, che avreb­be­ro mo­ni­to­rato in modo scien­ti­fi­co "tali at­ti­vi­tà" ap­pa­io­no an­co­ra più im­prov­vi­sa­ti - ed in­te­res­sa­ti - di que­gli astro­lo­gi stes­si che do­vreb­be­ro de­ci­ma­re, né cer­ca­no mi­ni­ma­men­te di sal­va­re il sal­va­bi­le e me­ri­to­rio orien­tan­do la loro ve­ri­fi­ca ai la­vo­ri che lo ri­chie­do­no ma, per ti­rar l´ac­qua al pro­prio mu­li­no, raz­zo­la­no nel sot­to­bo­sco di quel tri­ste mer­ca­to che i me­dia stes­si han­no fab­bri­ca­to ed ali­men­ta­no per i pro­pri sco­pi, lad­do­ve il fal­so pro­li­fi­ca, degrada­to da ben al­tre ra­gio­ni che non le man­ca­te fon­da­men­ta di una scienza.
Si può far pre­sa sul­la cre­du­li­tà e sul­le de­bo­lez­ze emo­ti­ve con qual­sia­si mez­zo, scien­ti­fi­co o non; ed è cosa che ac­ca­de ogni gior­no. Vo­glia­mo par­la­re di vi­rus? sarà col­pa del­la scien­za me­di­ca se le su­per-sban­die­ra­te pan­demie non si sono ve­ri­fi­cate?

Ne de­ri­va una ri­de­fi­ni­zio­ne po­po­la­re dell´A­stro­lo­gia tale da pro­mul­ga­re quel­la ba­si­la­re di­sin­for­ma­zio­ne, che met­te al con­fi­no una di­sci­pli­na mil­le­naria ed il la­vo­ro di ri­cer­ca­to­ri qua­li­fi­ca­ti e let­te­ra­ti im­pe­gna­ti nell´am­plia­re gli oriz­zon­ti di tut­ti, con ri­sul­ta­ti spes­so di ri­lie­vo, sia sta­ti­sti­co e te­o­re­ti­co, ol­tre che pra­ti­co. Con l´ef­fet­to di pri­va­re an­cor più la pub­bli­ca opi­nio­ne dei cor­ret­ti ri­fe­ri­men­ti e del­le po­ten­zia­li­tà di uno stru­men­to in evo­lu­zio­ne; e come po­treb­be­ro aver­ne in mano vere pro­ve con­tra­rie, de­ri­van­ti da un con­fron­to con dati seri, se non le vo­glio­no ave­re per "prin­ci­pio" o per con­ve­nien­za? non che gli stu­di va­li­di sia­no poi tan­ti, ma ce n´è ab­ba­stan­za per co­min­cia­re; e al­lo­ra io dico ai veri uo­mi­ni di scien­za: “pro­mu­o­veteli, so­ste­neteli!”, po­i­ché gli in­flus­si pla­ne­ta­ri-or­bi­ta­li che si pos­so­no evi­den­zia­re non man­ca­no. Sfi­do chiun­que sia ani­ma­to da pro­po­si­ti og­get­ti­vi, a non di­scer­ne­re il ca­rat­te­re di episodi con­fi­gu­ra­tisi sot­to Tran­siti di Tri­go­no, ri­spet­to a quel­li ori­gi­na­ti da Qua­dra­tu­re. AstroTime è a di­spo­si­zio­ne an­che per questo.
In caso con­tra­rio, quello a cui stiamo assistendo, ogni pre­te­sto è bu­o­no per far­si stra­da, so­prat­tut­to dove re­gna la con­fu­sione.

Astro­lo­gia do­vreb­be es­se­re in­te­sa come uno stru­men­to atto a coltivare il rap­por­to dell´uomo con la re­al­tà in cui è im­mer­so, un´im­mer­sio­ne to­ta­le di cui è an­co­ra ben poco co­n­scio; quel che occorre è aiu­tar­lo a re­la­zio­narsi ad essa an­che e so­prat­tut­to sot­to il faro me­to­do­lo­gi­co di una “scien­za” che, pur non ri-co­no­scen­dola, non la rin­ne­ghi, senza promuovere, ovviamente, nuovi condizionamenti, ma ponendolo in grado di vagliare informazioni affidabili. Ma a chi interessa in questi termini e di questi tempi, in cui la cecità arricchisce i pochi che la mantengono? e così, meglio la TV.
Non vi è oggi con­nu­bio tra il mec­ca­ni­smo Astro­lo­gi­co ed il mec­ca­ni­ci­smo dell´A­stro­no­mia, in quan­to la pri­ma da sem­pre in­da­ga com­po­nen­ti “sot­ti­li” dei cam­pi di ener­gia e loro ef­fet­ti, che tutt´ora sfug­go­no alla ri­cer­ca uf­fi­cia­le. Tut­ta­via una cul­tu­ra mil­le­naria e non pri­mi­ti­va - ma più pro­ba­bil­men­te de­ri­van­te da in­se­gna­men­ti in­ter­pla­ne­tari - ri­ma­ne im­pron­ta­ta ad una sor­ta di bi­na­rio che do­vreb­be ga­ran­ti­re un´a­per­tu­ra al­me­no fino a pro­va con­tra­ria, ma “pro­va” di un ge­ne­re che non si rac­catti sul­le ri­vi­ste alla moda e sul­le ban­ca­relle dei fat­tuc­chieri. Per­ché le pro­ve a fa­vo­re non man­che­reb­bero, se non ve­nis­se­ro va­nificate.

  A di­fe­sa del­l'Astro­lo­gia

A differenza dell´a­stro­no­mia e di al­tre scien­ze “esat­te”, il pro­prio com­pren­de­re l´a­stro­lo­gia è stret­ta­men­te con­na­tu­ra­to al li­vel­lo di co­no­scen­za dei più pro­fon­di prin­ci­pi e pa­ra­me­tri dell´e­spe­rien­za vi­ta­le i qua­li, che piac­cia op­pu­re no, ri­ve­sto­no ca­rat­te­re esoterico.
Il corso della vita, la sua ragion d´essere, la maturazione e gli eventi che la nutrono sono tutte componenti collegate da leg­ami sottili, che possono essere indagati e posti in in­ti­ma relazione; a monte di qualsiasi presupposto genetico (per non parlare di casualità, che non ci in­te­res­sa mi­ni­ma­men­te) stante la realtà indiscutibile della reincarnazione.
Questo ri­chie­de però una pro­fon­da pre­pa­ra­zio­ne e ma­tu­ri­tà de­gli ope­ra­to­ri, che li qua­li­fi­chi al pari, se non ol­tre, al ti­to­lo di Psi­co­lo­gi, Ana­li­sti e Psi­co­te­ra­pi­sti di ogni li­vel­lo: un sa­cer­do­zio un tem­po ini­zia­ti­co e prio­ri­ta­rio, evi­den­te­mente non orientato al singolo nella massa; uno status che oggi si è capovolto con esito fa­tuo, del quale stia­mo vi­sionando l´ar­bi­trio e i non po­chi abusi.
I ricercatori “illuminati” sono as­sai rari e per­ciò in mol­ti casi l'astro­lo­go si ar­rocca nell´indagine cir­co­scrit­ta al lato psi­co­lo­gi­co dell´in­di­vi­duo, un lato in cui la di­sci­pli­na è ma­e­stra per tut­ti, ap­par­tando se non esclu­den­do al­tri ge­ne­ri di ul­te­rio­re ap­pro­fon­di­men­to, del qua­le non avreb­be suf­fi­cen­te com­pe­ten­za. È li­mi­ta­ti­vo, ma ve­ro­si­mil­men­te one­sto, pur non ri­ve­lan­do gran che del­le mo­zio­ni più im­pe­gnative; sempre che non ricada nel­l´errore di negare a sua volta quei settori che non fosse in grado di comprendere e gestire.
Le pre­vi­sio­ni poi sono un ter­re­no in­fi­do se non ir­re­a­le, an­che quan­do fos­se­ro pos­si­bi­li (e non di rado lo sono; ne ho fat­ta espe­rien­za suf­fi­cen­te a non po­ter­ne du­bi­tare).
Ne produco un piccolo esempio, documentato a mezzo stampa, dopo essere stato testimoniato da interessati di tutta credibilità; ma non ne meno vanto; valga ad introdurre il concetto che le previsioni possano fornire risposta ad una precisa domanda (il che dovrebbe valere a mio avviso per ogni sorta di consulenza) o es­se­re ri­fe­ri­te ad una spe­ci­fi­ca con­fi­gu­ra­zio­ne ce­le­ste, riferibile ad un luogo, momento e pos­si­bil­mente argomento. Considero la pretesa di prevedere gli avvenimenti generali di un´intera annata come uno dei tanti vaniloqui del mercato; e lo stesso si applica a chi si illude di poter conoscere “il suo futuro”, in tutti quei casi in cui non ha nemmeno le idee chiare su cosa chiedere. È uno dei motivi che mi hanno indotto a smettere di esercitare la diretta consulenza al pubblico; e troverei plausibile che il primo divenisse un´arma nelle mani dei detrattori di tale mercato, quando aggiustassero il loro tiro.

Per­so­nal­men­te non ri­ten­go sen­sa­ta la pre­te­sa in se stes­sa di sa­pe­re in an­ti­ci­po che cosa ac­ca­drà, an­che quan­do fos­se pos­si­bi­le, ben­ché ri­cor­ra­no si­tua­zio­ni in cui un cer­to sup­por­to aiu­ta a ve­der­ci più chia­ro e a re­go­lar­si; la vita va vis­su­ta, non pre­vi­sta, o tan­to­me­no pre-vis­su­ta. Spe­cu­la­zio­ne a par­te (la peg­gio­re al­le­a­ta), un tale bi­so­gno na­sce per lo più da in­si­cu­rez­za, pa­u­ra o so­vrec­ci­tata spe­ran­za ma, quel che ten­go a chia­ri­re, non do­vreb­be es­se­re scam­bia­to con la pre­vi­sio­ne in­tel­li­gen­te del­le con­di­zio­ni am­bien­ta­li nel­le qua­li ci si mu­o­verà, né con il ren­der­si con­sa­pe­vo­li del­la mu­te­vo­lez­za di sta­ti d´a­ni­mo e com­por­ta­men­to, vi­ra­ti da in­flu­en­ze ester­ne, e ad un tem­po del­la di­re­zio­na­li­tà stes­sa de­gli even­ti in corso.
Ciò premesso, non vi è di che condannare un mezzo che offra tale genere di informazioni, purché in modo corretto e tecnicamente fondato. L´uso in­te­rio­re che ciascuno ne farà è un tema a sé stante. Trovarsi in avviso, solo per un es., di un Transito pericoloso per la salute può aiutare a limitarne gli effetti, ma difficilmente li potrà aggravare, poiché scatenerà comunque delle difese. Quantomeno indurrà ad effettuare dei regolari controlli, cosa che tutti gli Istituti promuovono, senza contare il fatto che spesso può individuare preventivamente quali organi e funzioni verranno coinvolte. La scienza medica ne avrebbe ben donde a sottoporlo a verifica! ma forse, non quella corrente.
Quanto al problema “dipendenza” esiste in ogni campo; è un problema endogeno ed è compito di chi fornisce assistenza equilibrarlo.
La co-ri­spon­den­za di accadimen­ti gio­ca in ogni caso un ruo­lo de­ter­mi­nan­te per chia­ri­re de­ter­mi­na­te di­na­mi­che, che aprano all´u­ma­ni­tà le por­te di leg­gi an­co­ra igno­te. Sia­mo solo ai primi gra­di­ni del­la sca­la che con­du­ce alla vera co­no­scen­za; non­di­me­no una sin­dro­me, pur com­pren­si­bi­le, de­gli uo­mi­ni di scien­za è la ten­den­za a ri­te­ne­re di sa­pe­re tut­to ciò su cui oc­cor­re ba­sar­si, fi­dan­do nel­le loro co­no­scen­ze spe­ci­fi­che e re­go­lan­dosi di con­se­guen­za, tan­to da non ac­cor­ger­si quan­to que­sto im­pe­di­sca anche ad altri l´in­tu­i­zio­ne di quel che loro stessi non ve­do­no. Solo po­chi lo han­no am­mes­so per tem­po, gra­zie ad una evo­lu­zio­ne del pro­fon­do, ma sono i più sinceri con se stes­si, op­pu­re dei geni, il che li rende di­versi.

Comunque sia, non ri­ve­ste al­cun pre­gio con­te­sta­re ciò che si vuol di­sco­no­sce­re per par­ti­to pre­so e che per­tan­to non si co­no­sce, né ha sen­so di­bat­te­re su ciò che al­tri vuol di­sco­no­sce­re per prin­ci­pio; tut­to ciò non è scien­za, una pa­ro­la di cui in trop­pi si riem­pio­no la boc­ca, sen­za ono­rarla!

Non sa­reb­be più costruttivo toc­ca­re con mano, an­che in­di­vi­dual­men­te, an­zi­ché di­scu­te­re a vu­oto? almeno per co­min­cia­re, lo ri­ba­di­sco! Vi è ben al­tro di cui ren­der­si con­to, ri­spet­to a quan­to può emer­ge­re da un ap­proc­cio sog­get­ti­vo; ma apre la stra­da ed acu­i­sce la percezione.
Come ho scrit­to in tema di pre­vi­sio­ne di nu­me­ri estrat­ti alla ro­u­let­te (¹, «cre­de­re o non cre­de­re è di scar­so ri­le­vo, quan­do si può ve­ri­fi­ca­re»; ogni ve­ri­fi­ca co­mun­que ri­chie­de aper­tu­ra e di­stac­co, non ten­den­zio­si­tà. Tut­to il re­sto non è al­tro che po­le­mi­ca o vu­o­ta pre­di­ca, da qua­lun­que pul­pi­to pro­venga.
Spe­ri­men­ta­re, an­che in pro­prio, po­i­ché non vi sono li­mi­ti di de­mar­ca­zio­ne tra la vita in­di­vi­dua­le e quel­la glo­ba­le, si­gni­fi­ca po­ter ap­pu­ra­re e de­dur­re in co­o­pe­ra­zio­ne e si­ner­gia: que­sto do­vreb­be es­se­re au­spi­ca­to! vi è il modo ed è or­mai a por­ta­ta di mano; ma chi lo fa, dal mo­men­to che tut­ti sono im­pe­gna­ti a ven­de­re per so­prav­vi­ve­re, o a de­ca­pi­ta­re gli al­tri per sen­tir­si pa­dro­ni in­con­te­stati del pa­no­ra­ma co­gni­tivo?
E dove sono gli Astro­lo­gi, quel­li 'veri' e re­spon­sa­bi­li? qua­si tut­ti scom­par­si tra le neb­bie isti­tu­i­te dal­l'in­co­scien­za di un pic­co­lo ma sem­pre più este­so mer­ca­to, che non li la­scia più 'det­tar leg­ge' o in­se­gna­men­to al­cuno?

Mi fer­mo qua, per evi­ta­re il rogo; e per­ché i mez­zi li ho in bu­o­na par­te ap­pron­ta­ti da de­cen­ni ma a quan­to pare, se non con­ti­nuo a ven­der­li a 400mila al pez­zo, come ho fat­to pri­ma che si espan­desse la In­ter­net, ben po­chi se ne curano.
Chi lo de­si­de­ra se­ria­men­te può trar­ne spun­to per an­da­re avan­ti: le fon­da­men­ta, e che fon­da­men­ta! sono a di­spo­si­zio­ne gra­tu­i­ta, elen­ca­ti più avan­ti. Dopo aver­li pro­va­ti come me­ri­ta­no, gran par­te di tut­to il re­sto po­trà ve­nir su­pe­ra­to in bre­ve tempo.
Nel nome del­l'Astro­lo­gia.

Astro­lo­gia è la Stra­da più vera e di­ret­ta per con­giun­ge­re l´in­tel­let­to alla co­scien­za del­le onde di ogni ge­ne­re di ener­gia, che av­vol­go­no e di­ri­go­no sia l'esi­sten­za che i rit­mi del­la cre­sci­ta e del com­por­ta­men­to di ogni in­di­vi­duo. Se così non fos­se in tut­ta evi­den­za, do­vrem­mo ri­ve­de­re le Sta­gio­ni ed il si­gni­fi­ca­to che ri­ve­sto­no ad es. in ter­mi­ni di se­mi­na e rac­col­to (sem­pre che la "scien­za" ce ne la­sci il tem­po, pri­ma di ren­de­re del tut­to in­ser­vi­bi­li an­che quel­le!).
Ben al­tro che con­di­zio­na­men­to, è quel­la li­ber­tà che può de­ri­va­re solo dal­l'es­ser con­sa­pe­vo­li. Ma…
“L'uni­tà na­tu­ra­le tra uomo, stel­le e uni­ver­so, ri­co­no­sciu­ta da una scien­za mil­le­naria come l'astro­lo­gia è “ere­sia” non solo per le re­li­gio­ni ma an­che per le scien­ze, le qua­li sono di­ven­ta­te un si­ste­ma di pen­sie­ro ri­gi­do, pron­to a sco­mu­ni­ca­re, o me­glio ad emar­gi­na­re da car­rie­re ed ono­ri chiun­que non vi si adegui. Po­ve­ro il mon­do…”
(«La fu­tu­ra scien­za di Gior­da­no Bru­no», di Giu­lia­na Con­for­to - ed. No­e­sis 2000)

Ogni es­se­re vi­ven­te in quan­to tale è so­stan­zial­men­te de­fi­ni­bi­le un'espe­rien­za, nel­l'oriz­zon­te del­lo Spi­ri­to o del­la pura es­sen­za-ener­gia, men­tre dal lato fi­si­co è pro­pria­men­te un cam­po gra­vi­ta­zio­na­le; fi­gu­riamoci se non ri­sen­te in ogni sen­so, an­che non im­ma­gi­na­bi­le, del­le ri­so­nan­ze pro­ve­nien­ti dal moto dei corpi celesti che lo at­tor­nia­no!

L'Astro­lo­gia può an­che non es­se­re de­fi­ni­ta una scien­za, se per scien­za si in­ten­de quel­la som­ma di pro­ces­si spe­cu­la­ti­vi con­di­zio­na­ti dal­l'in­te­res­se del­le gran­di in­du­strie; o se si in­ten­de la fi­glia di una ra­zio­na­li­tà il­lu­mi­ni­sta, con i pa­ra­oc­chi del­l'esclu­si­vi­smo ac­ca­de­mi­co; una moda che per­du­ra da qual­che se­co­lo, ma che non si man­ter­rà a lun­go. Quei Seg­men­ti del­la ri­cer­ca che co­min­cia­no ad in­trav­ve­de­re cose ce­la­te, en­tra­no a loro vol­ta in dif­fi­col­tà; ma il vero pro­gres­so è inar­re­sta­bi­le. …

“Se ci fos­se co­mu­ni­ca­zio­ne, astro­lo­gi­ca e le tan­te me­di­ci­ne na­tu­ra­li e oli­stiche di­sci­pli­ne "ere­ti­che" po­treb­be­ro co­o­pe­ra­re con le "or­to­dos­se", con re­ci­pro­co van­tag­gio per tut­ti. In­ve­ce la cie­ca scien­za uf­fi­cia­le det­ta leg­ge e i po­li­ti­ci si ba­sa­no sui re­spon­si di esper­ti che si li­mi­ta­no ad espe­ri­men­ti ri­pe­ti­bi­li in la­bo­ra­to­rio ed esclu­do­no le tan­te espe­rien­ze ir­re­pe­ti­bi­li…” - (ibi­dem)
Se la Scien­za non è an­co­ra pron­ta ad ac­co­glier­la, è solo per­ché si at­ten­do­no sco­per­te si­gni­fi­ca­tive nel cam­po del­l'astro­fi­si­ca come del­la bio­lo­gia mo­le­co­la­re, che ren­de­ranno ine­vi­ta­bi­le ri­va­lu­tarla d'uf­fi­cio.
In ogni caso ciò non con­fe­ri­sce il di­rit­to ad al­cu­no, so­prat­tut­to sen­za di­spor­re del­le de­bi­te no­zio­ni, di ri­de­fi­nir­la un gio­co a per­di­tem­po: at­teg­gia­men­to che de­no­ta una per­ni­cio­sa for­ma di im­ma­tu­ri­tà uma­ni­sti­ca e cul­tu­ra­le, ti­pi­ca di una scien­za an­co­ra gio­va­ne, che pe­ral­tro fa­reb­be me­glio a pre­oc­cu­par­si dei suoi er­ro­ri, as­sai più no­ci­vi del­la trop­pa cre­du­li­tà. Per chi non ne fos­se edot­to, stia­mo in­qui­nan­do fin dal­l'ini­zio per­si­no lo spa­zio in­ter­pla­ne­ta­rio con le no­stre sco­rie tec­no­lo­gi­che. Per non ci­ta­re i di­sa­stri eco­lo­gi­ci pro­voca­ti dal­le in­du­strie, che quasi tut­ti fo­rag­giamo, da bravi credenti.

Di fat­to la co­no­scen­za astro­lo­gi­ca può es­se­re de­fi­ni­ta il tra­mi­te fra il pro­ces­so del­la Cre­a­zio­ne e la vita ma­ni­fe­sta: ne vo­le­te un cam­pio­ne? ec­co­lo in­fi­ne; da leg­ger­si con la do­vu­ta at­ten­zio­ne. Ma se tan­to va di­mo­stra­to stru­men­tal­men­te, bi­so­gna ren­der­si con­to che gli stru­men­ti ide­a­li sia­mo noi, con le espe­rien­ze, i pro­ble­mi e le so­lu­zio­ni che di gior­no in gior­no af­frontiamo ed ap­pron­tia­mo e le evi­den­ti re­la­zio­ni che si pos­so­no ri­con­dur­re con re­la­ti­va fa­ci­li­tà agli spo­sta­men­ti e gli equi­li­bri pla­ne­ta­ri (².
In sin­te­si, ca­pi­re at­tra­ver­so l'ana­li­si de­gli “umo­ri” po­si­ti­vi e ne­ga­ti­vi che ci sol­le­ci­ta­no di ora in ora come onde in mare aper­to - e de­gli stes­si ac­ca­di­menti, che co­stel­lano la vita di sor­pre­se più o meno gra­di­te - qua­le sia il ca­rat­te­re del­le pul­sio­ni ce­le­sti, per im­pa­ra­re a sce­glie­re con mag­gio­re li­ber­tà ma an­che re­spon­sa­bi­li­tà l'orien­ta­men­to da im­pri­me­re alle no­stre azio­ni. Per re­a­liz­za­re se stes­si ed i com­pi­ti che ci sia­mo pro­po­sti (quel­li veri so­prat­tut­to, del pri­ma, non dopo la na­sci­ta) non v'è al­tra stra­da che l'au­to­co­scien­za, e il suo cam­mi­no è il cam­mi­no del­le Stel­le (³.

Fra­tel­li, co­lui che cer­ca un ma­e­stro si cer­chi,
si af­fretti per es­se­re il con­dut­to­re del pro­prio car­ro.

(«Viag­gio a Shambhalla», di Anne e Da­niel Meurois-Gi­vaudan; pag. 218 - Ediz. Amrita)
In al­tre pa­ro­le, è l'ora di sve­gliar­si; gli atti di fede non ba­sta­no più, così come non ba­sta più l'es­ser cre­den­ti, quan­do si tra­du­ce spon­ta­ne­amen­te in un pas­si­vo spe­ra­re: bi­so­gna abi­tuar­si ad agi­re, que­sta è il solo au­spi­cio che con­se­gue la meta, come pure il cen­tro di noi stes­si. Mi spin­gerò ad af­fer­ma­re - dopo una recente ema­il - che allo sta­to at­tua­le è sba­glia­to sia il non cre­de­re che il cre­der­ci ad oc­chi chiu­si, quan­do cioè non sia ac­com­pa­gna­to da una ri­go­ro­sa ve­ri­fi­ca.
È trop­po poco a fron­te del con­cet­to di scien­za? e al­lo­ra il vi­ve­re a che ser­vi­rebbe? for­se a giu­sti­fi­ca­re il pa­ra­dos­so scien­ti­fi­co del­la più com­ple­ta ca­sua­li­tà?

Dal­l'al­tra par­te, quel lato mi­ste­ri­co ri­ser­va­to alle più ele­va­te in­tu­i­zio­ni è pro­prio quel­lo che ten­de a tra­di­re l'Astro­lo­gia, nel­la sua ap­pli­ca­zio­ne più dif­fu­sa, au­to­riz­zan­do "li­ber­tà" in­ter­pre­ta­ti­ve e con­sun­tive fab­bri­ca­te ad hoc e trop­po spes­so pri­ve di un fon­da­men­to oggettivo, sta­bi­le e ri­pe­ti­bi­le. In tal modo di­vie­ne il ba­loc­co di sa­lot­ti te­le­vi­si­vi, dove in­com­pe­ten­ti da un lato si scon­tra­no con i "com­pe­ten­ti" dal­l'al­tro, e non si odo­no che scioc­chez­ze.
La so­lu­zio­ne a que­sti ed al­tri com­pro­mes­si e con­trad­di­zio­ni può es­se­re una sola: la pro­va di ban­co quo­ti­dia­na, a tap­pe­to, an­che solo per co­min­cia­re a sta­bi­li­re se vale la pena di an­da­re avan­ti op­pu­re no!
Po­trem­mo sco­pri­re di non es­ser pron­ti, ma al­lo­ra a che pro sta­re a di­scu­te­re? op­pu­re ri­tro­varci a scri­ve­re in­sie­me il più bel “li­bro” di astro­lo­gia mai edi­to, espan­den­do e com­ple­tan­do le po­ten­zia­li­tà di un pro­get­to come quel­lo che AstroTime rap­pre­sen­ta e de­li­nea; è una gran­de Sin­fo­nia quel­la che at­ten­de di es­se­re com­po­sta!

Non sono cer­to gli ap­pli­ca­ti­vi che sfor­nano "o­ro­sco­pi", più o meno sac­centi, né i con­sul­ti on­li­ne ed i ven­di­to­ri di dia­gno­si al volo, tan­to­me­no gli ope­ra­to­ri dei call cen­ter, ma­ga­ri re­clu­ta­ti con in­ser­zio­ni last mi­nu­te - nel mi­glio­re dei casi ad­de­stra­ti a ser­vir­si dei sud­det­ti out­put - quel­li che man­ter­ran­no alte le quo­te del­la di­sci­pli­na, che in si­mi­li casi tut­to può sem­bra­re tran­ne che "di­sci­pli­na".
Ac­cet­te­re­ste una vi­si­ta o una dia­gno­si me­di­ca in que­ste mo­da­li­tà? as­su­me­re­ste i far­ma­ci che ne ve­nis­se­ro pre­scrit­ti?
Pen­sa­te for­se che l'anam­ne­si astro­lo­gi­ca sia meno im­pe­gna­ti­va di quel­la me­di­ca, o che lo sia la dia­gno­si stes­sa di un pro­ble­ma esi­sten­zia­le in cor­so?
Beh, va con­si­de­ra­to che il me­di­co è as­sai più av­van­tag­gia­to, aven­do a che fare con fat­to­ri prag­ma­ti­ci in quan­to de­fi­ni­ti, mi­su­ra­bi­li e sot­to­po­ni­bi­li a con­trol­lo.
Ad­den­trar­si nel pro­fon­do di una per­so­na­li­tà o del­la sua sin­dro­me com­por­ta­men­ta­le, spe­cial­men­te per quan­to at­tie­ne le ten­den­ze nel "fu­tu­ro" è cosa mol­to più de­li­ca­ta e com­ples­sa, che ri­chie­de, al di so­pra del pia­no tec­ni­co, espe­rien­za e pro­fon­da ma­tu­ra­zio­ne da par­te di chi la pra­ti­ca po­i­ché, come nei set­to­ri del­la me­di­ci­na orien­ta­ti ai fat­to­ri psi­chi­ci, tut­to di­ven­ta più la­bi­le e pre­ca­rio, sog­get­to a te­o­riz­za­zio­ni e for­mu­la­zio­ni ri­ve­du­te e cor­ret­te da una spon­da al­l'al­tra; ed ecco che si ri­pro­pon­go­no le dif­fe­ren­ze so­stan­zia­li tra le for­mu­le ap­pli­ca­te come luo­ghi co­mu­ni, ap­pan­nag­gio di chiun­que pos­sie­da un ti­to­lo di stu­dio, e la re­a­le com­pe­ten­za ma­tu­ra­ta sul cam­po.

  Il mio Con­tri­bu­to

Gli stru­men­ti di AstroTime, tra i più so­fi­sti­ca­ti oggi esi­sten­ti, sono am­pia­men­te de­scrit­ti in va­rie pa­gi­ne del sito e for­ni­sco­no:
  • Car­te-del-Cie­lo (tema ge­net­lia­co) in ogni for­ma­to e mi­su­ra, per­si­no con foto in 3 for­ma­ti;
  • Si­nastrie con vari li­vel­li di tol­le­ran­za or­bi­ta­le si­mul­ta­nei;
  • temi Ar­mo­ni­ci di nu­o­va con­ce­zio­ne (vari esem­pi ri­pro­dot­ti nel sito)
  • re­so­con­ti per­so­na­liz­zati sui Tran­siti gior­na­lie­ri in det­ta­glio
  • avan­za­te Ta­vo­le pe­rio­di­che dei Tran­siti len­ti fino ad un anno per ta­vo­la.
    Da no­ta­re che qua­lun­que ta­bel­la si­mi­la­re che non ri­spet­ti la con­gru­en­za del­le or­bi­te di tol­le­ran­za, per quan­to per­fet­ti sia­no i cal­co­li può ri­ve­lar­si qua­si in­ser­vi­bi­le, se non in­gan­ne­vo­le!
  • Agen­de stam­pa­bi­li (3 tipi, ven­du­te per anni alle 380-450.000 lire) in ogni for­ma­to
  • Ef­fe­me­ri­di gra­fi­che bien­na­li e di 8 an­na­te per pa­gi­na, lo zoom con­sen­te la max. pre­ci­sio­ne di ri­le­va­men­to
  • Ca­len­da­ri con gli Aspet­ti si­de­ra­li gior­na­lie­ri
  • Ta­bel­le Bio­rit­miche ef­fi­centi (quel­le più dif­fu­se sono ge­ne­ral­men­te er­ra­te nel­l'ap­pli­ca­zio­ne te­o­ri­ca; al­l'in­ter­no di AstroTime è spie­ga­to ac­cu­ra­ta­men­te)
  • im­pian­to AstroTime com­ple­to, ot­te­ni­bi­le fino ad una an­na­ta per vol­ta, con in­te­rat­ti­vi­tà di ogni com­po­nen­te con le par­ti ana­li­ti­che, de­scrit­ti­ve e te­o­ri­che del­l'Astro­lo­gia, il tut­to pro­get­ta­to e re­a­liz­za­to per po­ter es­se­re fru­i­bi­le an­che sul cel­lu­la­re.
    È sca­ri­ca­bi­le e vi­si­bi­le in un di­mo­stra­ti­vo. È ot­te­ni­bi­le gra­tu­i­ta­men­te. Vo­len­do an­che i pro­gram­mi che lo pro­du­co­no.
Tut­te que­ste fun­zio­ni sono re­a­liz­za­te in pa­gi­ne PDF sca­la­bi­li ad alta qua­li­tà, adat­te a qual­si­vo­glia ge­ne­re di pub­bli­ca­zio­ne, an­che uni­ver­si­ta­ria.
I mag­gio­ri det­ta­gli sono il­lu­stra­ti sin­go­lar­men­te a par­ti­re dal ca­pi­to­lo Fun­zio­ni di AstroTime; 24 esem­pi nel­la Gal­le­ria.
I sor­gen­ti dei pro­gram­mi sono a di­spo­si­zio­ne di chi si sen­tisse por­ta­to ed in gra­do di con­ti­nua­re l'ope­ra.

Vuoi che l'Astro­lo­gia viva, o ti ba­sta che so­prav­vi­va?


²) Il pro­ble­ma è che non si per­se­gue una ca­si­sti­ca si­ste­ma­ti­ca in tal sen­so; M. Gauquelin, il pri­mo ed uni­co ad av­viar­la ha scon­ten­ta­to astro­lo­gi ed astro­no­mi, con una se­rie di im­pli­ca­zio­ni tali da ac­com­pa­gnar­lo al su­i­ci­dio. Era par­ti­to per di­mo­strar­ne la non va­li­di­tà ed è ap­pro­da­to ai ri­sul­ta­ti op­po­sti, pub­bli­ca­ti a li­vel­lo mon­dia­le nel «Dos­sier des in­flu­en­ces Co­smiques» in di­ver­si vo­lu­mi, pre­sen­ta­ti uf­fi­cial­men­te nel 1973 dal prof. J. Al­len Hynek, di­ret­to­re dell’I­sti­tu­to di Astro­no­mia del­la Nor­thwestern Uni­ver­sity, Il­li­no­is - USA.
³) Vi è anzi un pro­fon­do rap­por­to di re­ci­pro­ci­tà in tale ri­spon­den­za, che però non è il caso di esa­mi­na­re in que­sta sede.