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una coscienza astrologica

sono volti a favorire
fondata e personale.

Con que­sto non mi ri­fe­ri­sco tanto alla ca­pa­ci­tà di "pre­ve­de­re il fu­tu­ro" quan­to a quel­la ben più si­gni­fi­ca­tiva di co­glie­re ed in­ter­pre­ta­re il su­o­no del pre­sen­te e le sue ar­mo­ni­che.
Vo­ler co­no­sce­re il fu­tu­ro, spes­so non è che pro­iet­ta­re la fan­ta­sia a pre­con­fe­zio­na­re un'idea gra­di­ta del­la pro­pria iden­ti­tà e col­lo­ca­zio­ne; ma non sem­pre l'av­ve­ni­re con­for­ta le no­stre aspi­ra­zio­ni, so­prat­tut­to se è sot­te­sa una fuga o il ri­lan­cio di un'at­tua­li­tà che non ap­pa­ga. L'ec­ces­si­va spe­ran­za ri­schia an­zi di sof­fo­ca­re la ca­pa­ci­tà di edi­fi­ca­re se stes­si nel­la giu­sta di­re­zio­ne, una re­al­tà che re­spi­ra nel pre­sen­te, pre­clu­den­do an­che il con­fi­gu­rar­si di un av­ve­ni­re af­fi­da­bi­le, po­i­ché non va di­men­ti­ca­to che il fu­tu­ro ha ra­di­ci in que­sto stes­so mo­men­to.

Ri­vol­ger­si all'Astro­lo­gia si­gni­fi­ca vo­ler pra­ti­ca­re una mag­gio­re ma­e­stria del­la pro­pria vita e dun­que non va in­te­sa come ma­te­ria per la qua­le sia do­ve­ro­so af­fi­dar­si a spe­cia­li­sti, come ad un me­di­co o con pari sor­te un av­vo­ca­to etc., for­ma­li de­ten­to­ri di una re­spon­sa­bi­li­tà con­fe­ri­tagli dal­la co­mu­ni­tà stes­sa.
Ognu­no è ar­bi­tro e fa­u­to­re non­ché il solo re­spon­sa­bi­le del pro­prio de­sti­no, prin­ci­pio ina­lie­na­bi­le an­che quan­do il con­sul­ta­re un esper­to non pos­sa che aiu­tarci a ca­pi­re me­glio e di più.

En­triamo in un'epo­ca in cui non si at­tra­ver­sa qua­si più una stra­da sen­za le in­di­ca­zio­ni di una gui­da sa­tel­li­ta­re: non si può più pre­su­me­re di par­la­re di astro­lo­gia rac­con­tan­dosi "di che Se­gno sei".
A dir la ve­ri­tà non si po­te­va nem­me­no pri­ma, cosa che sta fa­cen­do la for­tu­na de­gli scet­ti­ci e dei de­trat­to­ri di que­sta su­per­ba Via di co­no­scen­za, ma non è nel di­bat­ti­to che si an­ni­da la so­lu­zio­ne. Fin­tan­to che si pro­por­ran­no al pub­bli­co astro­lo­gi di­spo­sti a so­ste­ne­re che «gli Aspet­ti di Quin­ti­le sono piut­to­sto rari» an­che i club de­gli op­po­si­to­ri avran­no di­rit­to di asi­lo.

Aven­do ap­pron­ta­to gli stru­men­ti, al­le­sti­ti da or­mai due de­cen­ni e ma­tu­ra­ti alla luce del­la tec­no­lo­gia in­for­ma­ti­ca più raf­fi­na­ta, per sca­val­ca­re ogni dif­fi­den­za, so­sti­tu­en­do alla cre­du­li­tà così come al di­nie­go l'op­por­tu­ni­tà di una ve­ri­fi­ca 'sul cam­po', sono giun­to alla de­ter­mi­na­zio­ne di ren­der­li di­spo­ni­bi­li sen­za al­cu­na ri­ser­va.
Si può pen­sa­re che un tale ap­pel­lo ri­cal­chi gli stes­si ter­mi­ni espo­sti so­pra, ma così non è: sto con­di­vi­den­do, sen­za of­fri­re il­lu­sio­ni e sva­go ma anzi pro­po­nen­do un certo im­pe­gno, non ser­vi­zi o pro­ce­du­re ora­mai dif­fu­se, tra­scrit­te e ri­ci­cla­te in tut­ti i lin­guag­gi, ben­sì il ba­ga­glio di ven­t'an­ni di la­vo­ro al­ta­men­te spe­cia­liz­za­to, con la mes­sa a pun­to di ela­bo­ra­ti e­sclu­si­vi e la ma­tu­ra­zio­ne di con­cet­ti tec­ni­ci tali da ap­pro­da­re dall'ini­zio del­la dif­fu­sio­ne in­for­ma­ti­ca ad oggi a sta­to dell'arte dell'edi­to­ria astro­lo­gi­ca mon­diale.
La qua­li­tà de­gli ela­bo­ra­ti non ha egua­li e cer­te la­cu­ne dell'at­tua­le con­ce­zio­ne astro­lo­gi­ca vi ri­sul­ta­no col­ma­te; ma la­scio que­sto al be­ne­pla­ci­to de­gli al­tri ri­cer­ca­to­ri. Al­tri stu­di di nu­o­va con­ce­zio­ne sono sta­ti av­via­ti e mi au­gu­ro che tro­vi­no se­gui­to e be­nè­fi­ci svi­lup­pi.

Con que­sto non mi ri­fe­ri­sco tanto alla ca­pa­ci­tà di "pre­ve­de­re il fu­tu­ro" quan­to a quel­la ben più si­gni­fi­ca­tiva di co­glie­re ed in­ter­pre­ta­re il su­o­no del pre­sen­te e le sue ar­mo­ni­che.
Vo­ler co­no­sce­re il fu­tu­ro, spes­so non è che pro­iet­ta­re la fan­ta­sia a pre­con­fe­zio­na­re un'idea gra­di­ta del­la pro­pria iden­ti­tà e col­lo­ca­zio­ne; ma non sem­pre l'av­ve­ni­re con­for­ta le no­stre aspi­ra­zio­ni, so­prat­tut­to se è sot­te­sa una fuga o il ri­lan­cio di un'at­tua­li­tà che non ap­pa­ga. L'ec­ces­si­va spe­ran­za ri­schia an­zi di sof­fo­ca­re la ca­pa­ci­tà di edi­fi­ca­re se stes­si nel­la giu­sta di­re­zio­ne, una re­al­tà che re­spi­ra nel pre­sen­te, pre­clu­den­do an­che il con­fi­gu­rar­si di un av­ve­ni­re af­fi­da­bi­le, po­i­ché non va di­men­ti­ca­to che il fu­tu­ro ha ra­di­ci in que­sto stes­so mo­men­to.

Ri­vol­ger­si all'Astro­lo­gia si­gni­fi­ca vo­ler pra­ti­ca­re una mag­gio­re ma­e­stria del­la pro­pria vita e dun­que non va in­te­sa come ma­te­ria per la qua­le sia do­ve­ro­so af­fi­dar­si a spe­cia­li­sti, come ad un me­di­co o con pari sor­te un av­vo­ca­to etc., for­ma­li de­ten­to­ri di una re­spon­sa­bi­li­tà con­fe­ri­tagli dal­la co­mu­ni­tà stes­sa.
Ognu­no è ar­bi­tro e fa­u­to­re non­ché il solo re­spon­sa­bi­le del pro­prio de­sti­no, prin­ci­pio ina­lie­na­bi­le an­che quan­do il con­sul­ta­re un esper­to non pos­sa che aiu­tarci a ca­pi­re me­glio e di più.

En­triamo in un'epo­ca in cui non si at­tra­ver­sa qua­si più una stra­da sen­za le in­di­ca­zio­ni di una gui­da sa­tel­li­ta­re: non si può più pre­su­me­re di par­la­re di astro­lo­gia rac­con­tan­dosi "di che Se­gno sei".
A dir la ve­ri­tà non si po­te­va nem­me­no pri­ma, cosa che sta fa­cen­do la for­tu­na de­gli scet­ti­ci e dei de­trat­to­ri di que­sta su­per­ba Via di co­no­scen­za, ma non è nel di­bat­ti­to che si an­ni­da la so­lu­zio­ne. Fin­tan­to che si pro­por­ran­no al pub­bli­co astro­lo­gi di­spo­sti a so­ste­ne­re che «gli Aspet­ti di Quin­ti­le sono piut­to­sto rari» an­che i club de­gli op­po­si­to­ri avran­no di­rit­to di asi­lo.

Aven­do ap­pron­ta­to gli stru­men­ti, al­le­sti­ti da or­mai due de­cen­ni e ma­tu­ra­ti alla luce del­la tec­no­lo­gia in­for­ma­ti­ca più raf­fi­na­ta, per sca­val­ca­re ogni dif­fi­den­za, so­sti­tu­en­do alla cre­du­li­tà così come al di­nie­go l'op­por­tu­ni­tà di una ve­ri­fi­ca 'sul cam­po', sono giun­to alla de­ter­mi­na­zio­ne di ren­der­li di­spo­ni­bi­li sen­za al­cu­na ri­ser­va.
Si può pen­sa­re che un tale ap­pel­lo ri­cal­chi gli stes­si ter­mi­ni espo­sti so­pra, ma così non è: sto con­di­vi­den­do, sen­za of­fri­re il­lu­sio­ni e sva­go ma anzi pro­po­nen­do un certo im­pe­gno, non ser­vi­zi o pro­ce­du­re ora­mai dif­fu­se, tra­scrit­te e ri­ci­cla­te in tut­ti i lin­guag­gi, ben­sì il ba­ga­glio di ven­t'an­ni di la­vo­ro al­ta­men­te spe­cia­liz­za­to, con la mes­sa a pun­to di ela­bo­ra­ti e­sclu­si­vi e la ma­tu­ra­zio­ne di con­cet­ti tec­ni­ci tali da ap­pro­da­re dall'ini­zio del­la dif­fu­sio­ne in­for­ma­ti­ca ad oggi a sta­to dell'arte dell'edi­to­ria astro­lo­gi­ca mon­diale.
La qua­li­tà de­gli ela­bo­ra­ti non ha egua­li e cer­te la­cu­ne dell'at­tua­le con­ce­zio­ne astro­lo­gi­ca vi ri­sul­ta­no col­ma­te; ma la­scio que­sto al be­ne­pla­ci­to de­gli al­tri ri­cer­ca­to­ri. Al­tri stu­di di nu­o­va con­ce­zio­ne sono sta­ti av­via­ti e mi au­gu­ro che tro­vi­no se­gui­to e be­nè­fi­ci svi­lup­pi.



Nel ma­ra­sma del­la dis-in­for­ma­zio­ne, esa­cer­ba­ta dai me­dia e dal con­cor­so dei più di­spa­ra­ti in­te­res­si, non man­ca­no le Voci che re­cla­mano l'at­ten­zio­ne sul­la se­ria ne­ces­si­tà di in­se­gna­men­ti ve­ri­tie­ri e qua­li­fi­ca­ti in cam­po di Astro­lo­gia; si trat­ta sem­pre tut­ta­via di Voci che avocano il pub­bli­co a sé ed ai pro­pri ser­vi­zi, con­sen­ten­dogli ben poca au­to­no­mia una vol­ta pri­vo dei dati tec­ni­ci - non sem­pre rag­giun­gi­bili - sen­za i qua­li ogni di­scor­so si disper­de tra la neb­bia del­le improv­vi­sa­zio­ni.

Do­vrem­mo ave­re ben com­pre­so or­mai che l'oro­sco­po in­di­vi­dua­le, sem­pre più ri­chie­sto e dif­fu­so nel­la sua ac­ce­zio­ne co­mu­ne, ha ben poco pe­so se non è ri­go­ro­sa­men­te ri­fe­ri­to a spe­ci­fi­ci dati per­so­na­li; non solo, ma per­ché pos­sa­no ri­con­dur­si ad un'uti­li­tà ef­fet­ti­va, que­sti dati deb­bo­no es­se­re già pron­ti e di­spo­ni­bi­li nei mo­men­ti in cui ser­vo­no - di fat­to le si­tua­zio­ni più dif­fe­ren­ti - né più né meno come le pre­vi­sio­ni del tem­po ed ogni al­tra in­for­ma­zio­ne ag­gior­na­ta, uti­le a pia­ni­fi­ca­re o ad ot­ti­miz­za­re i no­stri iti­ne­rari.

Oc­cor­re­va il mez­zo per su­pe­ra­re de­fi­ni­ti­va­mente ogni im­pe­di­men­to nell'ac­ces­so pra­ti­co alle in­for­ma­zio­ni e po­ter pren­de­re co­scien­za dell'as­set­to astra­le, del­le sue com­po­nen­ti e del­la loro in­trin­se­ca va­len­za; per ren­der­si con­to e ra­gio­ne di qua­li in­flu­en­ze, se dav­ve­ro esi­sto­no, tut­to ciò pos­sa ri­ver­sa­re nel­la no­stra quo­ti­dia­ni­tà.
È vero che la rete di­spen­sa ogni gior­no di più for­mu­lari, car­te-del-cie­lo, dia­gram­mi atti a sod­di­sfa­re le cu­rio­si­tà di cia­scu­no; ma sono per lo più de­sti­na­ti a ri­ma­ne­re dei gad­gets nel­la me­mo­ria del de­sti­na­ta­rio, in quan­to ben lon­ta­ni dal co­sti­tu­i­re un sup­por­to all'ana­li­si di par­ti­co­la­ri fran­gen­ti ed alle re­la­ti­ve de­du­zio­ni, se non nel­la for­ma più am­pia e ge­ne­ri­ca.

AstroTime
è la ri­spo­sta, per ogni per­so­na!
a tal pro­po­si­to non sfor­na cookies, né ban­ners né pub­bli­ci­tà più o meno red­di­ti­zia, né al­tre dia­vo­le­rie in­te­se a sfrut­ta­re o in­ter­fe­ri­re le scel­te dei vi­si­ta­to­ri; e nep­pu­re do­vre­te sot­to­scri­ve­re cla­u­so­le sul trat­ta­men­to dei Vs. dati po­i­ché que­sti, an­che quan­do ri­chie­sti dai ser­vi­zi stes­si, non ver­ran­no trat­te­nu­ti per ini­zia­ti­ve di con­tat­ti, né ce­du­ti a ter­zi per al­cun fine. Sto anzi ado­pe­ran­domi, ben­ché non sia af­fat­to sem­pli­ce, per ren­de­re fru­i­bi­le la pro­ce­du­ra fino a ge­ne­ra­re i dia­gram­mi in pro­prio.

Per quel che mi con­sta, lad­do­ve ogni pre­sta­zio­ne resa me­ri­ta un com­pen­so, la Co­no­scen­za è pa­tri­mo­nio di tut­ti - de­li­mi­ta­ta solo dal­la sog­get­ti­va ca­pa­ci­tà di let­tu­ra - ma di nes­su­no che la de­ten­ga in esclu­si­va a sco­po di lu­cro. Quan­to poi alla tec­no­lo­gia-cul­tu­ra in­for­ma­ti­ca, è or­mai ve­i­co­lo evo­lu­ti­vo es­sen­zia­le di que­sta Uma­ni­tà; cre­do sia ma­la­to nel­lo spi­ri­to chiun­que pre­tenda di trar­ne un mo­no­po­lio a suo pri­va­ti­vo pro­fit­to, in­si­sten­do nell'eser­ci­ta­re un con­trol­lo che si spin­ge ben ol­tre i na­tu­ra­li con­fi­ni d'im­pre­sa.


Invito quindi ogni potenziale utilizzatore a richiedere il pacchetto e/o scaricare gratuitamente l'applicativo, nonché i programmatori avanzati a rilevare i sorgenti per poterne perfezionare ed ampliare la funzionalità.

Nel ma­ra­sma del­la dis-in­for­ma­zio­ne, esa­cer­ba­ta dai me­dia e dal con­cor­so dei più di­spa­ra­ti in­te­res­si, non man­ca­no le Voci che re­cla­mano l'at­ten­zio­ne sul­la se­ria ne­ces­si­tà di in­se­gna­men­ti ve­ri­tie­ri e qua­li­fi­ca­ti in cam­po di Astro­lo­gia; si trat­ta sem­pre tut­ta­via di Voci che avocano il pub­bli­co a sé ed ai pro­pri ser­vi­zi, con­sen­ten­dogli ben poca au­to­no­mia una vol­ta pri­vo dei dati tec­ni­ci - non sem­pre rag­giun­gi­bili - sen­za i qua­li ogni di­scor­so si disper­de tra la neb­bia del­le improv­vi­sa­zio­ni.

Do­vrem­mo ave­re ben com­pre­so or­mai che l'oro­sco­po in­di­vi­dua­le, sem­pre più ri­chie­sto e dif­fu­so nel­la sua ac­ce­zio­ne co­mu­ne, ha ben poco pe­so se non è ri­go­ro­sa­men­te ri­fe­ri­to a spe­ci­fi­ci dati per­so­na­li; non solo, ma per­ché pos­sa­no ri­con­dur­si ad un'uti­li­tà ef­fet­ti­va, que­sti dati deb­bo­no es­se­re già pron­ti e di­spo­ni­bi­li nei mo­men­ti in cui ser­vo­no - di fat­to le si­tua­zio­ni più dif­fe­ren­ti - né più né meno come le pre­vi­sio­ni del tem­po ed ogni al­tra in­for­ma­zio­ne ag­gior­na­ta, uti­le a pia­ni­fi­ca­re o ad ot­ti­miz­za­re i no­stri iti­ne­rari.

Oc­cor­re­va il mez­zo per su­pe­ra­re de­fi­ni­ti­va­mente ogni im­pe­di­men­to nell'ac­ces­so pra­ti­co alle in­for­ma­zio­ni e po­ter pren­de­re co­scien­za dell'as­set­to astra­le, del­le sue com­po­nen­ti e del­la loro in­trin­se­ca va­len­za; per ren­der­si con­to e ra­gio­ne di qua­li in­flu­en­ze, se dav­ve­ro esi­sto­no, tut­to ciò pos­sa ri­ver­sa­re nel­la no­stra quo­ti­dia­ni­tà.
È vero che la rete di­spen­sa ogni gior­no di più for­mu­lari, car­te-del-cie­lo, dia­gram­mi atti a sod­di­sfa­re le cu­rio­si­tà di cia­scu­no; ma sono per lo più de­sti­na­ti a ri­ma­ne­re dei gad­gets nel­la me­mo­ria del de­sti­na­ta­rio, in quan­to ben lon­ta­ni dal co­sti­tu­i­re un sup­por­to all'ana­li­si di par­ti­co­la­ri fran­gen­ti ed alle re­la­ti­ve de­du­zio­ni, se non nel­la for­ma più am­pia e ge­ne­ri­ca.

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Per quel che mi con­sta, lad­do­ve ogni pre­sta­zio­ne resa me­ri­ta un com­pen­so, la Co­no­scen­za è pa­tri­mo­nio di tut­ti - de­li­mi­ta­ta solo dal­la sog­get­ti­va ca­pa­ci­tà di let­tu­ra - ma di nes­su­no che la de­ten­ga in esclu­si­va a sco­po di lu­cro. Quan­to poi alla tec­no­lo­gia-cul­tu­ra in­for­ma­ti­ca, è or­mai ve­i­co­lo evo­lu­ti­vo es­sen­zia­le di que­sta Uma­ni­tà; cre­do sia ma­la­to nel­lo spi­ri­to chiun­que pre­tenda di trar­ne un mo­no­po­lio a suo pri­va­ti­vo pro­fit­to, in­si­sten­do nell'eser­ci­ta­re un con­trol­lo che si spin­ge ben ol­tre i na­tu­ra­li con­fi­ni d'im­pre­sa.


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