Vale la pena con­tem­pla­re la con­fi­gu­ra­zio­ne di “for­ze astrat­te”, che tra­spa­io­no dal­la si­tua­zio­ne astro­lo­gi­ca di no­te­vo­le peso che ha in­tro­dot­to que­sto even­to. I pros­si­mi de­cen­ni po­tran­no ve­de­re mu­ta­re la mor­fo­lo­gia dell'in­te­ro ba­ci­no Me­di­ter­ra­neo, dun­que sof­fer­ma­re l'at­ten­zio­ne su cer­ti det­ta­gli non è più pra­ti­ca da con­si­de­rar­si oc­ca­sio­na­le o se­con­da­ria.
An­che sta­vol­ta il se­gna­le del­le lan­cet­te più spe­di­te del­l'oro­lo­gio ce­le­ste, che ca­rat­te­rizzano mo­men­to e luo­go, non è man­ca­to: l'Ascen­den­te, che scan­di­sce [al­le­go­ri­ca­men­te] i se­con­di in que­sto qua­dran­te e nel con­tem­po il rap­por­to Sole-Luna-Ascen­den­te, che de­ter­mi­na quel­l'ar­go­men­to chia­ma­to Par­te-di-For­tu­na (*, è stret­ta­men­te con­nes­so ad una lo­ca­li­tà; va­ria­re La­ti­tu­di­ne o Lon­gi­tu­di­ne li mu­terebbe. Così, come ho già fat­to ri­le­va­re nel Sett. 2001, un Plu­to­ne (vero “scu­o­ti­men­to dal pro­fon­do”) ora in Se­gno di Ter­ra, in for­teTridecile alla Luna (un Aspet­to ri­ge­ne­ra­ti­vo-di­strut­ti­vo) e Qua­dra­to a Ve­ne­re, si è val­so di Mar­te per sov­ver­ti­re. Un Mar­te in zona d'ac­qua (ma ri­chia­ma an­che il gas dato il goveno di Net­tu­no) che non è il suo ha­bi­tat, in­si­dio­so più che fo­co­so e qui sot­to la su­per­fi­cie, ha at­tac­ca­to la Ter­ra (Ver­gi­ne, al suo op­po­sto) nel mo­men­to in cui la Luna cre­scen­te vi con­giun­geva il suo flu­i­do ad un Sa­tur­no che è ma­e­stro di Ter­ra, ma in sta­to re­tro­gra­do; è il 7° pia­ne­ta nel­la sca­la astro­lo­gi­ca ed il gior­no è il 7, pro­prio di Lu­ne­dì.
Il mi­nu­to è scoc­ca­to con estre­ma pre­ci­sio­ne con l'in­gres­so del­l'Ascen­den­te in Aqua­rio, po­nen­do­si in Se­squi­qua­dra­to alla Luna, lad­do­ve il rap­por­to Sole-Luna-Ascen­den­te ri­spec­chia­va esat­ta­men­te la Par­te-di-For­tu­na in un sim­me­tri­co Se­squi­qua­dra­to al Sole. Per­ché l'Ascen­den­te è tan­to si­gni­fi­ca­ti­vo? Il pas­sag­gio del­l'oriz­zon­te ter­re­stre) da Ca­pri­cor­no ad Aqua­rio com­por­ta un pas­sar di mano il go­ver­no del­la sua po­si­zio­ne ter­re­na da Sa­tur­no, ga­ran­te di sta­bi­li­tà, ad Ura­no, polo di de­sta­bi­liz­za­zio­ne, che è si­tua­to al fian­co di Mar­te in un Se­gno d'Ac­qua (Pe­sci), un'am­bien­te che può di­ven­ta­re tur­bo­len­to se agi­ta­to da sif­fat­te pre­sen­ze; e poi Ura­no, si sa, non la­scia nien­te al caso; del re­sto tro­vo dif­fi­ci­le pen­sa­re al caso, di fron­te ad una tale ge­o­me­tria.
La dop­pia op­po­si­zio­ne è pre­ci­sa e for­te e non man­che­ranno ul­te­rio­ri con­nes­sio­ni ri­mar­cate dal per­cor­so lu­na­re.

Se vo­glia­mo am­plia­re la pro­fon­di­tà di cam­po, esten­diamo la tol­le­ran­za aspet­tuale da 7° (fig. 1) a 12° per as­si­ste­re ad un in­ten­si­fi­carsi di quel­le spin­te che ca­rat­te­riz­zano l'asse di­na­mi­co del tema. An­che Ura­no par­te­ci­pa al con­flit­to; ben­ché l'or­bi­ta di tol­le­ran­za in quan­to pia­ne­ta len­to ne li­mi­ti la for­za d'Op­po­si­zio­ne, la vi­ci­nan­za a Mar­te e l'af­fi­ni­tà con Sa­tur­no e quel­la più lon­ta­na con la Luna lo at­ti­vano.
Non man­ca­no nep­pu­re ele­men­ti a sup­por­to, fram­mi­sti a pro­po­ste di rin­no­va­men­to che com­por­ta­no un duro prez­zo: gli Aspet­ti di tipo Quin­ti­le in­fat­ti si ad­den­sa­no; dal can­to suo il Sole in po­si­zio­ne pri­vi­le­gia­ta for­se ha po­tu­to mi­ti­ga­re l'at­tac­co, che po­te­va es­se­re an­che più de­va­stan­te.
Da non tra­scu­ra­re in par­ti­co­la­re i Go­ver­na­to­ri del­le de­cadi (i ter­zi di Se­gno) che ospi­ta­no i Pia­ne­ti “re­spon­sa­bi­li”. Plu­to­ne e Mar­te in De­cani di Mar­te ve­do­no raf­for­za­re il loro sud­det­to le­ga­me, men­tre Sa­tur­no e Luna sono sot­to il du­pli­ce in­flus­so di Mer­cu­rio (De­ca­no e Se­gno), la cui na­tu­ra me­sco­la le par­ti e la cui po­si­zio­ne è loro in Aspet­to di Bi­quintile, anch'esso ri­ge­ne­ra­ti­vo-di­strut­ti­vo, non­ché in Se­mi­quintile con lo stes­so Mar­te del qua­le è ospi­te nel­l'Arie­te; i le­ga­mi quin­di sono piut­to­sto ser­ra­ti e Mer­cu­rio, trait-d'union per ec­cel­len­za, può ben ve­i­co­la­re la cor­ren­te, la scos­sa.

Un dram­ma ine­vi­ta­bi­le dun­que, ma con un se­gui­to non pri­vo di pro­mes­se.

È an­che in­te­res­san­te os­ser­va­re, dall'ana­li­si del­la som­ma­to­ria del­le ar­mo­ni­che d. Aspet­ti - lo stu­dio da me av­via­to e pub­bli­ca­to sin dal 1995 - come tut­te le cur­ve in ipo­te­si, de­ri­van­ti da 5 dif­fe­ren­ti com­bi­na­zio­ni tra or­bi­te di tol­le­ran­za, grup­pi pla­ne­ta­ri e mo­da­li­tà di misu­ra­zione, con­ver­gano in un uni­co pun­to di fles­sio­ne dall'area in­ter­na a quel­la ester­na al cir­co­lo dell'ec­lit­ti­ca e que­sto con­cor­so di ten­den­ze si tro­va, con si­gni­fi­ca­tiva pre­ci­sio­ne, nel pun­to di Op­po­si­zio­ne a Mar­te e sul­la cu­spi­de dell'VIII Cam­po (o Casa, che è sot­to l'egi­da di Mar­te e Plu­to­ne), no­to­ria­men­te con­nes­sa alla di­stru­zio­ne e alla mor­te. So­glia dal­la qua­le - se­con­do il me­to­do Pla­ci­dus di do­mi­fi­ca­zio­ne in uso - i due Cor­pi sa­reb­be­ro sor­ti­ti da non più di 5 mi­nu­ti; ma 5 mi­nu­ti pri­ma di rag­giun­ge­re la su­per­fi­cie, quel ter­re­mo­to era già av­via­to. Pur tut­ta­via, quel­la che al no­stro sguar­do non può che de­fi­nir­si un'or­ri­bi­le tra­ge­dia, nel pro­gram­ma del di­ve­ni­re non si at­tua se non in ri­spon­den­za a sor­pren­den­ti equi­li­bri e que­sti sim­bo­li ne for­ni­sco­no una pro­va, se non il tra­mi­te. Cer­ta­men­te af­fron­ta­re un si­mi­le di­sa­stro in que­st'ot­ti­ca ri­chie­de co­rag­gio, ma ne oc­cor­re as­sai di più a pren­der co­scien­za dei dan­ni su sca­la pla­ne­ta­ria che l'es­se­re uma­no stes­so è ca­pa­ce di pro­dur­re per suo solo ar­bi­trio, fra guer­re ed in­qui­na­men­to, tali da com­pro­met­te­re l'in­te­ro eco­si­ste­ma, spa­zio at­mo­sfe­ri­co in­clu­so, e dai qua­li cer­te scia­gu­re non sono del tut­to in­di­pen­den­ti; ma da qua in poi il di­scor­so si fa­reb­be lun­go, an­cor­ché da più par­ti lar­ga­men­te de­nun­cia­to e do­cu­men­ta­to.
Non vi è al­cun al­tro pun­to con una tale pre­ci­sa con­flu­en­za, il cui mag­gior av­vi­ci­na­men­to si ri­pro­po­ne co­mun­que vi­ci­nis­si­mo alla po­si­zio­ne di Mar­te, av­va­lo­ran­do una po­la­ri­tà prio­ri­ta­ria nel­la di­spo­si­zio­ne del­le for­ze in atto, in­cen­trata sul­l'as­se dei Campi II-VIII (an­co­ra Ter­ra ed Ac­qua, in or­di­ne in­ver­so a quel­lo già vi­sto), asse ter­re­no che, in­sie­me a quel­lo zo­dia­ca­le di Aqua­rio-Le­o­ne (5-11) in­di­ca­to dall'Ascen­den­te, in­te­gra fra l'al­tro la 2ª del­le cro­ci in or­di­ne alla tri­pli­ci­tà car­di­na­le, fis­sa, mu­te­vo­le. Ne de­ri­va la pro­ie­zio­ne di un re­ti­co­lo che de­si­gna que­sti pun­ti come ne­vral­gi­ci, nel­lo spa­zio-tem­po te­sté de­li­ne­a­to.

È or­mai noto infatti - per far luce con un'ana­lo­gia - che nel­l'an­da­men­to del­le 3 si­nu­so­i­di Bio­rit­mi­che co­no­sciu­te, che rit­ma­no il ci­clo vi­ta­le di ogni in­di­vi­duo, det­ti pun­ti di inver­sio­ne sono in­di­ci cer­ti di cri­si o slit­ta­men­to nell'equi­li­brio psi­co-fi­sio­lo­gi­co; in par­ti­co­lare nel­l'ef­fi­cien­za del­la sfe­ra re­at­ti­va. Di fat­to i pas­sag­gi da uno sta­to di riem­pi­men­to ad uno di svu­o­ta­men­to o da cre­sci­ta a de­cli­no e vi­ce­ver­sa, at­tra­ver­sa­no sem­pre un mo­men­to in cui la di­na­mi­ca del­l'ener­gia è pres­so­ché in­con­si­sten­te e dun­que di mas­si­ma vul­ne­ra­bi­lità.
Va in­fi­ne ram­men­ta­to che tutti gli Aspet­ti di un oro­sco­po sono fa­u­to­ri di sol­le­ci­ta­zio­ni cia­scu­na del­le qua­li gio­ca il pro­prio ruo­lo nell'eco­no­mia d'in­sie­me del tema e, come ho cer­ca­to di in­tro­dur­re nel bre­ve sag­gio “PER UNA CON­GRU­EN­ZA DE­GLI ASPETTI”, ri­ver­be­ra lun­go tut­to il cir­cu­i­to zo­dia­ca­le; l'im­pian­to del­le oscil­la­zio­ni Ar­mo­ni­che ha pre­so cor­po da que­sto as­sun­to.

Dato l'as­sem­bra­men­to di Aspet­ti che non fa­ci­li­ta la let­tu­ra, è di­spo­ni­bi­le una ver­sio­ne PDF (800Kb) che con­sen­te di tra­guar­dare nei det­ta­gli con qua­lun­que in­gran­di­men­to sia lo sche­ma ar­mo­ni­co (** che il tema, a tre li­vel­li di or­bi­ta aspettuale; lo spes­so­re del­le trac­ce va­ria in fun­zio­ne del­la pre­ci­sio­ne [%] di ogni Aspet­to e del­la po­ten­za espres­sa da par­te del Pia­ne­ta [sca­la da 1 a 11]; en­tram­bi i va­lo­ri sono ri­por­ta­ti nel­le ta­bel­le.


*) - La Par­te-di-For­tu­na equi­di­sta dall'Ascen­den­te quan­to la Luna dal Sole; gli even­ti not­tur­ni sot­trag­go­no la di­stan­za, quel­li diur­ni l'ag­giun­go­no.
**) - Un bre­ve estrat­to, per fa­ci­li­tar­ne la pri­ma let­tu­ra: gli Aspet­ti VIR­TUA­LI, (10 Pia­ne­ti) sin­te­tiz­za­ti dal­la li­nea con­ti­nua aran­cio­ne, si esten­do­no a par­ti­re da ogni Pro­mit­ten­te per il loro mo­du­lo na­tu­ra­le (72°, 90°, 120°, etc.) , ove si con­si­de­ri il Ri­ce­ven­te come un polo di ac­cen­sio­ne in­trin­se­ca (più o meno in­ten­sa) dell'Aspet­to at­ti­va­to; essi in­ve­stono quin­di lo Zo­dia­co con pre­ci­sio­ne ar­mo­ni­ca to­ta­le... Ne vie­ne per­ciò evi­den­zia­to l'an­da­men­to sia nel trac­cia­to cir­co­la­re, nel qua­le il cir­co­lo ester­no fun­ge da asse di ri­le­va­men­to, che sul dia­me­tro oriz­zon­ta­le, de­ter­mi­na­to dall'Ascen­den­te (am­pli­fi­can­done l'am­piez­za per mag­gio­re leg­gi­bi­li­tà); sono an­che con­tras­se­gnati i gra­di di in­ter­se­zio­ne [pun­ti no­da­li] del­le cur­ve con i ri­spet­ti­vi assi. La cur­va più in­ter­na in­ve­ce (ver­de) rap­pre­sen­ta gli Aspet­ti RE­A­LI, tali e qua­li si pre­sen­ta­no, fat­ti scor­re­re lun­go l'ec­lit­ti­ca con un va­lo­re mo­du­la­re cor­ri­spon­den­te a quel­lo in es­se­re; ov­via­men­te non si avrà mai chiu­su­ra pre­ci­sa a fine cir­cu­i­to. Si trat­ta ge­ne­ral­men­te di una cur­va mol­to fra­sta­glia­ta, ma deb­bo ag­giun­ge­re che di rado as­su­me la den­si­tà on­du­la­to­ria del caso in esa­me: tra i casi pub­bli­ca­ti, i temi dell'Euro e dell'On. Ber­lu­sco­ni ne for­ni­sco­no esem­pi.